Innovare o chiudere: l’economia del futuro richiede di rompere con il passato

Marcelo Claure condivide esperienze comuni che ha conosciuto attraverso le più importanti storie di successo dello scorso anno

Il testo che segue è stato estratto dall’intervento inaugurale di Marcelo Claure, presidente esecutivo di WeWork e CEO di SoftBank Group International in occasione del WeWork Innovation Summit. Il testo è stato parzialmente modificato per maggiore chiarezza. 

Per ascoltare l’intervento completo fare clic qui.

È difficile credere che sia passato un anno dal giorno in cui il mondo è finito in lockdown. È stato un anno molto difficile, per non dire di peggio. Sono più fiducioso che mai che con l’accelerazione delle campagne vaccinali siamo sulla strada buona per una piena ripresa. Ci stiamo affacciando a una nuova normalità e cominciamo a renderci conto ogni giorno di più di come sarà.

Negli affari, spesso parliamo di rottura con il passato, ed è sacrosanto dire che la pandemia è stata una vera e propria spaccatura. Infatti, ha cambiato il nostro modo di vivere, di divertirci e di lavorare

Il modo di vivere: distanziamento sociale, mascherine, restare a casa, sono diventati rapidamente la normalità. Praticamente da un giorno all’altro tutto ciò che facevamo è diventato virtuale: allenamenti, riunioni e, difficile a crederci, persino i matrimoni.

Il modo di divertirci: siamo passati dall’andare nei locali, ai concerti e a tifare per la squadra del cuore in occasione degli eventi sportivi a guardare Netflix, Hulu, Disney+, e i video di TikTok sui nostri cellulari. La nostra vita di intrattenimento e sociale è diventata digitale.

Il modo di lavorare: siamo passati dall’andare in ufficio da lunedì a venerdì, cinque giorni alla settimana, a lavorare sul tavolo della cucina o su una scrivania di casa. Abbiamo fatto infinite videochiamate con i coinquilini e i familiari sullo sfondo. Tutto ciò ha eliminato quasi del tutto i confini tra vita lavorativa e vita privata e almeno per me è stato veramente difficile trovare un equilibrio.

Tutti i settori hanno risentito del passaggio al mondo digitale. Negli Stati Uniti l’e-commerce è cresciuto del 44% nel 2020, rispetto a un aumento di solo il 15% nell’anno precedente. Per quanto riguarda l’assistenza sanitaria, l’adozione della telesanità negli USA è schizzata dall’11% degli utenti nel 2019 al 46% a metà del 2020. Per quanto riguarda il settore dell’istruzione, 1,6 miliardi di studenti in ogni parte del mondo hanno risentito della chiusura delle scuole e sono stati costretti a passare alla didattica a distanza. 

In tutto questo tempo, molti di noi nel mondo hanno subìto perdite indicibili. Tutti conosciamo qualcuno che è stato contagiato dal COVID-19. Ma, nonostante tutte queste difficoltà, abbiamo anche assistito a un’evoluzione e a una rivoluzione incredibili. In tutti i settori ci sono state aziende arrivate al limite: costrette a innovare o chiudere. Per quelle che hanno colto l’attimo, quelle che sono riuscite a cambiare, abbiamo assistito a un nuovo drastico cambiamento. Abbiamo osservato una scintilla creativa che ha portato a sviluppi e risultati stupefacenti e innovazioni rivoluzionarie, che stanno migliorando la nostra vita sotto tutti gli aspetti.

Il modo di vivere: aziende come DoorDash e Opendoor hanno definito e ridefinito se stesse durante la pandemia. Il caso di DoorDash è particolarmente significativo. È stata costituita sette anni fa da Tony Xu e i suoi compagni d’università di Stanford. È andata avanti fino al 2020, quando i ristoranti hanno dovuto chiudere a seguito della pandemia. Tutti i ristoranti hanno dovuto innovare, e DoorDash ha sfruttato questa opportunità, arrivando a triplicare il numero di consegne dell’anno prima. E non si è fermata qui. Ha continuato a innovare e proposto sulla sua piattaforma nuovi servizi come negozi nelle vicinanze e supermercati. In questo momento di grandi opportunità, DoorDash non solo ha allargato il giro d’affari ma ha anche ampliato la sua quota di mercato. Nel 2020 DoorDash ha fatto registrare oltre il 45% di tutte le consegne di cibo negli USA. 

Durante tutta la pandemia, abbiamo osservato una fuga dai centri urbani verso le periferie, ma come acquistare una nuova casa quando lasciare quella attuale costituisce un rischio per la sicurezza? Opendoor ha ridefinito magistralmente l’esperienza di acquisto della casa durante la pandemia con valutazioni e visite virtuali e ha avuto successo nel rendere completamente digitale l’esperienza di acquisto delle casa.

Il modo di divertirci: per quanto riguarda i viaggi e il tempo libero è da sottolineare il caso di Airbnb. Trattandosi di un’azienda che trae linfa vitale da viaggi e turismo, durante la pandemia ha conosciuto grosse difficoltà. Erano numerosissimi gli scettici che dubitavano circa la sua capacità di sopravvivere ma anziché aspettare la fine della pandemia, Airbnb si è adeguata e ha innovato. Ha avviato una campagna vincente, Go Near, iniziando a promuovere viaggi locali e rendere virtuali le esperienze Airbnb. Ha consentito ai suoi host di offrire corsi di musica e di cucina e numerose altre attività virtuali. Ha trasformato le difficoltà in opportunità. 

Il modo di lavorare: lavorare da casa all’inizio è stato bello. Ed è stato anche piacevole stare con la famiglia, così come è stato piacevole non dover fare i pendolari. Ma quando abbiamo iniziato ad aumentare il ritmo, ci siamo resi conto che c’erano molte limitazioni. 

Alcuni studi hanno dimostrato che dopo uno o due giorni di lavoro da casa si comincia a sentirsi meno impegnati, meno energici e meno realizzati. Per dirla in parole semplici, l’energia che si avverte in ufficio e in mezzo ai colleghi e la collaborazione spontanea che si può instaurare in quell’ambiente non possono essere replicate nelle videochiamate. In effetti, in uno studio globale in cieco condotto recentemente da WeWork, 9 intervistati su 10 hanno dichiarato di voler tornare in ufficio almeno una volta alla settimana. Il 20% di quel gruppo ha detto di voler tornare a una settimana lavorativa completa di cinque giorni. 

Lo scorso anno WeWork si è presa il tempo di ascoltare i suoi membri. In un altro studio in cieco condotto da Workplace Intelligence e WeWork, il 64% dei dipendenti statunitensi intervistati ha dichiarato di essere disposto a pagare di tasca sua per uno spazio di lavoro a sua scelta, anche qualora il datore di lavoro non intendesse accollarsi il costo. Ciò dimostra la voglia di abbandonare lo smart working e recarsi in ufficio per partecipare a una videoconferenza o anche solo per stare in un ambiente più tranquillo. Ma, quel che più importa, quando abbiamo chiesto perché, tutti quei dipendenti hanno risposto perché per loro sono importanti lo spazio, la collaborazione e i legami che si creano.

Lo stesso vale anche per i funzionari dei diversi settori industriali. Il 79% dei funzionari di grado superiore intervistati ha dichiarato che dopo la pandemia prevede di consentire ai dipendenti di suddividere il loro tempo tra lavoro in ufficio e smart working, se le loro mansioni lo consentono, il che significa che il modo di lavorare è cambiato per sempre.

Ciò che rende WeWork veramente innovativa è la flessibilità intelligente. La flessibilità intelligente consente di scegliere le dimensioni dello spazio che servono, quando occorre, e dove occorre, senza dover anticipare degli investimenti e senza maggiori costi per la gestione dell’ufficio.

Quando la minaccia della pandemia viene meno e persino durante la stessa si ha la libertà di sperimentare e la libertà di espandere la propria attività alle condizioni volute. È possibile stabilire che tipo di strategia dell’ambiente di lavoro funziona meglio per sé e per i propri dipendenti in un momento storico senza precedenti come questo. Il nostro studio ha dimostrato che i dipendenti che sono più soddisfatti e più coinvolti vogliono passare il doppio del tempo in sedi diverse dall’abitazione o dai vecchi uffici aziendali, rispetto ai loro colleghi meno coinvolti. Quello che stanno dicendo è che vogliono una combinazione di opzioni di ambienti di lavoro ibridi. Tutti sappiamo che dipendenti più soddisfatti e più coinvolti contribuiscono a rendere l’azienda più produttiva e di successo. Oggi i dirigenti devono chiedersi come rendere operativo questo nuovo ambiente di lavoro ibrido. Ed è questo il motivo per cui WeWork sta veramente innovando.

Adesso WeWork offre formule di accesso e di spazi dedicati WeWork All Access consente alle singole persone, dai freelancer ai dipendenti delle aziende Fortune 100, di poter scegliere dove lavorare e di poter cambiare sede in qualsiasi momento. Gli spazi dedicati sono punti di contatto permanenti o semipermanenti, uffici privati o a disposizione, che possono essere di dimensioni variabili, da una sola postazione a tutto un piano o a un intero edificio. Il bello delle formule di accesso e degli spazi dedicati è la possibilità di accorpare e modificare le superfici con un minimo preavviso, senza dover stipulare nuovi contratti. 

Ad esempio, se si passa da una politica aziendale che prevede il lavoro da qualsiasi luogo, una scelta che molte aziende stanno facendo, l’adesione a WeWork All Access consente al personale o a gruppi di dipendenti di utilizzare centinaia di sedi WeWork in ogni parte del mondo, in qualsiasi momento. Ciò significa poter accedere a qualsiasi edificio tra le centinaia disponibili in ogni parte del mondo, in qualsiasi momento. WeWork On Demand consente al personale di prenotare una postazione o una sala riunioni per un’ora alla volta. 

Se si ha la necessità di adeguare la sede centrale, che normalmente conteneva 500 persone in modo che ne contenga solo 225 per via del distanziamento sociale, siamo in grado di distribuire il personale su diversi piani più rapidamente di qualsiasi altra azienda. Oppure i dipendenti possono lavorare da casa per incarichi individuali e recarsi in ufficio per progetti di gruppo. Per venire incontro a queste esigenze collaboriamo con aziende specializzate per realizzare quelli che definiamo hub di collaborazione. Si tratta di ambienti riservati ai clienti progettati espressamente per il lavoro di gruppo. 

Nel caso di un dirigente che ancora non sappia quale sia la miglior strategia per la sua azienda, anche qui non ci sono problemi. WeWork può essere d’aiuto a chiarire le idee consentendo di sperimentare diversi modelli. Disponiamo dei dati e degli strumenti per aiutare a tenere sotto controllo l’uso dei locali da parte dei dipendenti, i tempi stimati di pendolarismo e le sedi ottimali per venire incontro alle loro preferenze. 

Innovare significa offrire la flessibilità di scegliere e la libertà di sperimentare in tempi senza precedenti come questi. La flessibilità intelligente è sempre stata al centro della proposta di valore di WeWork. Tuttavia, la recente pandemia ha ampliato quel valore molto più decisamente. Il nostro lavoro consiste nell’aiutare il cliente a immaginare che cosa dovrà fare domani e, all’occorrenza, metterlo in condizioni di cambiare oggi.

Per ascoltare l’intervento completo di Claure fare clic qui.

Marcelo Claure è Presidente esecutivo di WeWork e CEO di SoftBank Group International.

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